Non siamo soli, sarà Ius soli. Chi vuole bene ai bambini si dia una mossa. L’appello di educatori e insegnanti

Mobilitazione prevista per il 3 ottobre: raccolta firme e sciopero della fame per far approvare la legge. Su Fb nasce il gruppo “Insegnanti per la cittadinanza” 

Questa mattina grazie ai bambini è stato un inizio settimana meraviglioso. Da oltre due mesi non vedevo i “miei” bimbi che partecipano al servizio di pre e post scuola di cui mi occupo in una scuola dell’infanzia; avrei voluto correre loro incontro e stritolarli d’affetto in un abbraccio, ma il mio stupido pudore adulto mi ha trattenuto.

Ebbene, di cinque bimbi che c’erano questa mattina, tre hanno entrambi i genitori stranieri. Un altro ha il papà italiano, mentre la mamma non lo è. Solo un bambino, dei cinque, ha entrambi i genitori italiani. Ma tutti i bambini mi hanno sorriso, salutato e poi parlato allo stesso modo: in italiano.

Signori, questa è l’Italia di oggi, e se non vi va bene datevi pace: la vita cambia, il mondo gira e nessuno può fermarlo. Chi ha paura del “sangue straniero” non conosce il proprio, di sangue. Continua a leggere

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Smartphone in classe: ma l’opinione dei ragazzi non conta? Una domanda e una proposta per la ministra Fedeli

Si sapeva che la questione avrebbe creato polemiche, e probabilmente più di tutti lo sapeva la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ha dato il via libera all’uso dello smartphone in classe e ha spiegato che da venerdì 15 settembre una commissione “s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula”.

Da educatore con una formazione giornalistica alle spalle sono convinto che da un punto di vista pedagogico il tema sia fondamentale, non a caso sto presentando alle scuole superiori un progetto di Media education che passando dal cyberbullismo alla nomofobia e alle dipendenze da schermo e da gioco in generale, vorrebbe discutere con gli adolescenti proprio sull’uso del cellulare a scuola: la mia idea – basata sull’Educazione non formale – è che siano gli studenti stessi a darsi un regolamento, perché se si partecipa alla costruzione delle”leggi”, è più probabile che poi le si rispetti.

Non intendo entrare nel merito della questione smartphone in classe, ma piuttosto sollevare un dubbio sul metodo che pare avere adottato la ministra Fedeli, la quale ha parlato di “straordinaria opportunità”. Continua a leggere

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“Lo schermo parlante”, un progetto di Media education

Spesso ascolto con stizza il suono del messaggio su WhatsApp, accorgendomi della distrazione che mi provoca. Osservo con sconforto il genitore che ignora il figlio per immergersi nello schermo dello smartphone. Mi chiedo se i nativi digitali abbiano – per così dire -un funzionamento del cervello diverso dal mio, immigrato digitale.

Ho così concluso che la Media education, l’educazione alla comprensione e all’utilizzo dei mezzi della comunicazione, dovrebbe essere tra i pilastri della pedagogia contemporanea.

Per questo motivo ho scritto “Lo schermo parlante. Rischi e vantaggi della vita digitale”.  Continua a leggere

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Ah, se gli adulti imparassero dai bambini

E anche per me l’asilo* è ormai finito, con un vassoio di dolcetti ricevuti in dono da un bambino e la sua famiglia. Non è un caso che alcune tra le paste siano a forma di barchetta, come quelle di carta che abbiamo piegato e colorato durante questo anno di pre e post scuola con la Fondazione Adolescere.

Avrei potuto ricevere anche un pentolone di fagioli, come quelli che abbiamo seminato nei vasetti, trapiantato in giardino, innaffiato, visto crescere e raccolto questa mattina, per poi dividerli e serbarli a casa, per una possibile semina la prossima primavera. E proprio nella divisione dei fagioli i bimbi hanno dimostrato la loro saggia solidarietà, dando fagioli a chi nel baccello ne aveva pochi, di modo che tutti ne avessero in egual numero. Continua a leggere

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Vogliamo la verità sull’omicidio di Andy Rocchelli

VERITÀ per ANDY e ANDREY. Sono passati tre anni. Il 24 maggio 2014, il fotografo Andrea Rocchelli detto Andy e il suo amico, attivista e interprete russo Andrey Mironov venivano uccisi a Sloviansk, Ucraina, terra di confine con la Russia. Andy aveva 30 anni, Andrey 60. Erano lì per documentare gli effetti dei bombardamenti sui civili nella guerra tra i due Paesi. Ma a quanto sembra, Andy e Andrey non sono stati colpiti accidentalmente, non essendoci un’azione di guerra in corso: piuttosto sono stati uccisi con intenzione, con “un tiro selettivo”, hanno detto i genitori di Andy che da tempo chiedono la verità alle autorità italiane e ucraine (vedi articolo dell’Espresso). Il governo italiano si dia una mossa e dimostri la volontà di scoprire la verità sulla morte di Andy e Andrey. 

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Ciao e grazie, partigiano Luchino “Maino” Dal Verme

Luchino Dal Verme, conte che rinnegò la propria appartenenza nobiliare entrando nella Resistenza e diventando il comandante Maino della divisione comunista Gramsci nell’Oltrepò pavese, ci ha lasciato il 29 marzo all’età di 103 anni, nel suo castello di Torre Degli Alberi dove è rimasto per tutta la vita a condurre un’azienda agricola, rifiutando gli inviti a candidarsi in politica.

Il “Cònt”, come veniva chiamato Dal Verme, non era comunista. Spiegò così, dopo la guerra, perché accettò di guidare la divisione Gramsci: “Non ho mai saputo quanti fossero comunisti e quanti no, ma so quanti morirono per tutti noi, per la libertà di ciascuno di noi”.

La biografia di Maino con materiali di approfondimento è disponibile sul sito dell’Anpi di Voghera.

Qui sotto un breve video tratto da un’intervista che avevo fatto a Dal Verme cinque anni fa, durante un ritrovo nel suo castello per festeggiare la Liberazione del 25 aprile (riprese di Stefano Conca Bonizzoni).

Ciao e grazie, comandante Maino. Non dimenticheremo la tua scelta di libertà.

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«Punto di non ritorno», il documentario di Leonardo Di Caprio che non può farci alzare le spalle

A Miami i cantieri sono al lavoro perché almeno «per i prossimi 40 anni» la città non finisca più inondata dal mare. In India invece i contadini con i campi allagati dalle troppe piogge non possono far altro che disperarsi. In Groenlandia i ghiacci si sciolgono e a beforethefloodSumatra si bruciano le foreste per seminare le palme da olio. «Before the flood – Punto di non ritorno» è il documentario di Leonardo Di Caprio in streaming gratuito sul sito del National Geographic fino alle 22 di martedì 8 novembre.

È un film con alcune pecche (la maggiore: il protagonismo della star hollywoodiana) ma di sicuro Di Caprio, che ha viaggiato per tutto il globo e ci offre una meravigliosa fotografia, con questo documentario fa del bene al mondo e anche a chi si interessa di tematiche ambientali regala qualche informazione in più. Continua a leggere

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I comitati pavesi: “La Regione è nemica di salute e ambiente”

I comitati ambientalisti della provincia di Pavia accusano la Regione Lombardia di essere “nemica di salute e ambiente”. Lo ha detto Enrico Berneri, presidente della Consulta Ambiente e territorio che riunisce 70 sindaci su 188 della provincia di Pavia. Le accuse di Berneri e dei rappresentanti di diversi comitati pavesi sono arrivate dopo uno spettacolo contro un progetto per incenerire 32 mila tonnellate all’anno di pneumatici usati a Retorbido, in Oltrepò. I comitati hanno delineato il quadro della situazione nella loro provincia, “considerata da alcuni imprenditori come una pattumiera, un territorio da distruggere”: dal basso pavese fino alle colline dell’Oltrepò, passando per la Lomellina, in ogni zona della provincia di Pavia i cittadini stanno protestando contro impianti pericolosi.

[Qui sotto alcuni spezzoni dello spettacolo]. Continua a leggere sul sito di Radio Popolare

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La lotta dell’Oltrepò contro l’inceneritore al teatro Delfino di Milano

Con uno spettacolo teatrale, l’Oltrepò pavese chiede aiuto a Milano nella lotta
contro un progetto per incenerire a Retorbido 32 mila tonnellate all’anno di pneumatici usati
: un impianto chmanifestazione22maggio-720x380e verrebbe costruito in piena valle Staffora, a pochi passi da case, scuole, campi coltivati, una pista ciclabile inaugurata pochi anni fa per incentivare il turismo e un torrente tutelato dalla Regione Lombardia come un “corridoio ecologico”. L’inceneritore, proposto dall’azienda milanese “Italiana Energetica Tire” (Iet) due anni fa, dopo diversi rinvii avrà l’autorizzazione o la bocciatura finale della Regione entro il 19 novembre.

È un’aggressione al territorio, un progetto scellerato con enormi incongruenze”, dice Marco Oliva, direttore artistico della compagnia “Oltreunpo’ teatro”, che venerdì sera porta al teatro Delfino di Milano il suo “Oltrepossiamo, tragicomica oltrepadana”.

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Il partigiano Gino Schiavi, l’eroe di Pecorara

“Dalla finestra sventolo il fazzoletto bianco e per tutta risposta mi arriva una raffica che a momenti mi uccidono i miei amici. Ah ah!”. Gino Schiavi raccontava ginetto-schiavi-a-oramala-507x380le battaglie della sua lotta partigiana ridendo davanti a decine di persone, al castello di Oramala, dove ogni anno l’Anpi del Comune di Val di Nizza, nell’alto Oltrepò pavese, festeggia il 25 aprile.

Il partigiano Ginetto, ricordato come “l’eroe di Pecorara”, si è spento il 21 settembre, a 95 anni. Ai funerali nella sua Val di Nizza hanno partecipato diversi politici e rappresentanti partigiani, tra cui il presidente dell’Anpi Lombardia, Tullio Montagna. Schiavi svolse un ruolo importante nelle battaglie partigiane in Oltrepò: con il fratello Lino e con Renzo e Ciali Rossi, Ginetto formò la prima “volante” della brigata garibaldina Crespi, un piccolo gruppo di ribelli che muovendosi su un’auto o un camion compì azioni lampo per catturare nazifascisti da scambiare con prigionieri o ebrei, oltre a recuperare armi e cibo da condividere con la popolazione.

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