In bicicletta ha già percorso quasi 18mila chilometri, nulla in confronto a quelli che vuole macinare per arrivare fino a Città del Capo, nell’estremo sud dell’
Africa. E tra queste migliaia di chilometri, il tedesco Frank Hornbogen, 45 anni, è passato anche per Voghera, con la sua bicicletta carica di oltre 60 chili di equipaggiamento per poter dormire anche nei campi, con la tenda e il sacco a pelo.
«Sono partito dalla mia città, Tegernsee, vicino Monaco, a marzo dell’anno scorso. Ho attraversato la Germania verso nord – racconta il viaggiatore – e sono andato in Danimarca, Svezia, Finlandia e poi sono tornato verso sud». Passando per i paesi baltici, l’Est Europa e i Balcani, fino all’ingresso in Italia. Obiettivo, per i prossimi giorni, Savona e poi Almeria, nel sud della Spagna. Continua a leggere

premio arriva alla 22ma edizione con una novità, perché alla categoria finora proposta («Volontariato internazionale») ne è stata aggiunta un’altra: «Giovane volontario europeo». I premiati saranno quindi due: un volontario impegnato in un progetto in qualunque parte del mondo, e un altro che invece sta svolgendo il Servizio volontario europeo (o l’ha concluso da non più di sei mesi).
etenze. E poi ho imparato ad affrontare situazioni imprevedibili. Se ad esempio ti aspetti di lavorare con dieci bambini in una classe e poi ce ne sono venti, devi cambiare il programma e adattarlo agli spazi ridotti. E devi farlo in fretta perché magari hai solo un’ora. Oppure ho imparato a creare attività a partire da materiali semplici, come la carta. Inoltre ho decisamente migliorato il mio inglese, e anche il romeno che avevo già studiato durante il Leonardo. Ora ho un livello C1 di romeno, certificato con un esame che ho voluto sostenere prima di tornare in Italia”.
o momento di un cambio di programma, e inoltre hanno avuto solamente 7 minuti a disposizione, in tutta la giornata, per poter esporre ai politici le idee emerse dai loro focus group.
i voler fare l’archeologa. Poi durante il liceo ha scoperto il lavoro sociale grazie al volontariato in un doposcuola, aiutando gli alunni con i compiti e insegnando italiano agli studenti figli di immigrati. “Ho così capito che il mio obiettivo era essere utile alle persone“, spiega Diana.
iniziata il 27 aprile, sta per entrare nel vivo con una serie di importanti manifestazioni che si terranno sia a livello centrale, a Bruxelles, sia a livello locale, in diverse città di tutta l’Unione europea e non solo, perché tra i partecipanti ci sono anche i paesi non Ue che rientrano nel programma Erasmus+.
