
L’essenziale è invisibile agli occhi. Non si vede bene che col cuore.
Cose da bambini, si direbbe; sempre meglio che essere stolti, bisognerebbe rispondere a chi lo dicesse.
«L’importante non è la forza nei muscoli ma la forza nella testa, essere più forte nel senso di ragionare con la testa, con le parole. Devi stare attento a cosa dici […]».
«Gli adulti dovrebbero farci imparare, così poi, non so… fra 40mila milioni di anni, i nostri bis-bis-bis nipoti sapranno cosa fare da grandi… e poi gli adulti dobbiamo ringraziarli […] ci dovrebbero dare tanta educazione».
Queste parole sono state pronunciate, tra un respiro e l’altro di riflessione, da bambini di 6 e 7 anni, mentre il mondo è devastato da adulti che hanno più di 76 anni (sì, il riferimento è a Trump e Netanyahu…e Putin è più giovane ma nulla cambia) e non hanno capito niente della vita, neanche che rimarranno nella Storia, certo, ma come folli e assassini.
La forza delle parole è la cronaca partecipata e la documentazione professionale di un dibattito tra bambini e adulti, donato – oltreché dai bambini – dalla lettura ad alta voce del Piccolo principe. È la dimostrazione che la conoscenza tutta è una costruzione collettiva.
Leggete, leggete, leggete ai bambini. Per imparare anzitutto noi stessi, però.
La forza delle parole è pubblicato su Territori educativi di Comune-info.