FILASTROCCA DELLA DISTANZA SCONFITTA DALLA FANTASIA

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In attesa di un poco di libertà dalla quarantena, ho letto questa mia filastrocca ai bambini della classe in cui lavoro.

FILASTROCCA DELLA DISTANZA SCONFITTA DALLA FANTASIA

Filastrocca della distanza
il cielo è chiuso in una stanza
e c’è pure la bilancia
a dir che cresce un po’ la pancia

Ma è qui dietro il 4 maggio
inizierà un piccolo nuovo grande viaggio!
Un messaggio è a noi giunto:
si può far visita a un congiunto!

Così, con le ali della fantasia,
adesso prendo, e volo via!

Ed ecco immagino una moltiplicazione di parenti
se avessi padri settantasei e madri centoventi
potrei visitare tutti i Paesi del mondo:
partirei da San Giovanni Rotondo
dove ho una vecchia, vecchia zia
così vecchia da ricordarsi la breccia di Porta Pia,
santa donna, ma spesso pregando padre Pio
se la prende con quel brav’uomo di mio zio

partirei con un carretto,
che fa da cucina sala da pranzo camera da letto e anche gabinetto
salperei con la prima nave in partenza
e un mappamondo in tasca all’occorrenza

andrei in Antartide a salutare i pinguini
nelle favelas brasiliane piene di bambini
andrei sul Machu Picchu e su tutte le Ande
e poi a nord nelle foreste in Canada tra gli scoiattoli e le ghiande

Ma prima passerei da New York
e nei suoi club dove si balla il rock,
andrei dalla Statua della Libertà
per chiederle: «Ma se sei libera, perché stai sempre ferma qua?»

attraverserei l’Alaska con sei cani ed una slitta
e poi lo stretto di Bering, sperando non ci sia la nebbia fitta
andrea in Russia a Vladivostok dove finisce la ferrovia transiberiana
e in un negozio che conosco a comprarmi una vestaglia strana

mi dirigerei a sud in Cina per abbracciare i panda bianconeri
gridando però «forza Milan!» come facevo un tempo più lungo di ieri

passerei a Pechino per piazza Tienanmen
più ad omaggiare i ribelli che ad imparar lo zen

e poi con il carretto attraverserei in Mongolia il deserto del Gobi
a cercar se almeno lì ci vivono gli gnomi

Ma ora per non venirvi a noia
nel carretto distendo la mia stuoia:
è notte e sotto le stelle dormo
chissà quando alla quarantena farò ritorno.

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